venerdì 17 maggio 2013

Lettere da Gaza

Informo tutti quelli che mi hanno seguito e letto fino ad oggi che adesso sono a Gaza e inizio un nuovo blog dal titolo "Lettere da Gaza".
Ci vediamo li e mi raccomando, per favore, diffondete! Grazie.


I am glad to inform all my readers and followers that now I am in Gaza and soon I will start a new blog "Lettere da Gaza".
See you there and please, spread it! Thank you.

domenica 20 maggio 2012

DOCUMENTARY FILM

DOCUMENTARY FILM BY MOHA MUGHA


FILM


Il film di "mio fratello" Moha dove sono attore involontario


The film of my "brother" Moha where I'm unwilling actor

venerdì 11 maggio 2012

STAY HUMAN


STAY HUMAN

Here my commentary on stay human. (in Italian)
First of all I want to thank Fulvio Renzi, curator of the project STAY HUMAN – THE READING MOVIE for giving me this opportunity.
Then, for all people who are now probably asking for who I am, my name is Paolo and I recently went to Palestine, to Hebron to be exact, with the ISM (INTERNATIONAL SOLIDARITY MOVEMENT), the same association which Vik belonged to.
During my experience in West Bank I wondered many times what it meant to stay human, but more importantly I wondered how to stay human. Because it was not easy to stay human every time I saw a Israeli soldier or settler to humiliate, to offend, to treat or mistreat the Palestinian more like animals than human beings. Or every time I saw a Palestinian home demolished... So I thought that if I knew how to stay human than I understood what it meant to stay human.
Well, for me to stay human means don't turn our back when we are witness of injustice, it means not to abandon the victims of violence, it means to stay always on the side of the weakest, on the side of the suffering people, on the side of those who are oppressed and never on the side of artful, violent or bully people, the bully or the powerful people, because the history has taught us that nearly always the powerful people are also the bullies.
To stay human also means to look at ourselves and discover that we still have a heart, to discover that we are more interested about the human relationships than money or success in life, to stay human means to be with a clear conscience, to be at peace with ourselves, believing we have always done what we think is right rather than what is imposed on us in some way from society patterns which are corrupt, violent and even coward.
To stay human means to find ourselves with a life filled with friends and people who love us rather than to find ourselves, perhaps with an important job, rich, but alone or surrounded by people who fear or hate us.
To stay human means essentially to be able to look at our own eyes and don't feel shame.
But I'd like to conclude my brief comment with a piece of a Vik's sentence. Vik once wrote: we will continue to make poems of our lives, until freedom will not be recited on the broken chains of all oppressed peoples.
That's it, for me stay human mean to continue to make poems of our lives.
Ciao

domenica 29 aprile 2012

GREETINGS

SEE YOU SOON PALESTINE


Questo è il post più difficile. 
Il post dei saluti.
Il momento di partire, il momento di lasciare la Palestina, alla fine è arrivato. Fra pochi giorni tornerò in Italia (o sono già tornato? "Cara" polizia israeliana di confine, non voglio rendervi il lavoro così semplice...). 
Ma non mi fermerò in Italia, dopo poco riprenderò un aereo e volerò in Sud America, un continente a me caro, dove ho vissuto e lasciato il cuore e tanti ricordi stupendi, un continente che mi ha cambiato la vita. 
Lavorerò, incontrerò persone, e indossando sempre la mia kefiah parlerò con più gente possibile perchè anche dall'altra parte dell'oceano sappiano cosa succede in Palestina, sperando così che tutte le persone che subiscono continuamente la violenza del potere, possano un giorno unirsi in una lotta comune per la conquista del rispetto dei diritti umani e della libertà.
Saluto e abbraccio i palestinesi tutti che mi hanno accolto come un figlio, e i miei compagni dell'ISM, che rimarranno sempre nel mio cuore: ritornerò presto, non perchè voi abbiate bisogno di me, che sono uno dei tanti, ma piuttosto perchè io ho bisogno di voi. Mi avete insegnato cosa è la libertà e non posso più vivere senza.
Non so se riuscirò a continuare a scrivere su questo blog, magari dandovi notizie di ciò che succede in Sud America, quindi per il momento vi saluto e vi ringrazio di avermi letto.
Un abbraccio grande e resistente da... qualche parte del mondo.




SEE YOU SOON PALESTINE



This is the most difficult post I've never written.
The post of the greetings.
The time to leave, time to fly away from Palestine, finally is coming. In a few days I'll go back to Italy (or maybe I've already left? "Dear" Israeli border police, I don't want to make your job easy...).
But I'll not stop in Italy, shortly after I'll fly to South America, a continent I love, where I lived and where I left my heart and a lot of wonderful memories, a continent that changed my life.
I'll work, I'll meet people, and always wearing my kefiah I'll talk with as many people as possible so that also people on the other side of the ocean know what's happening in Palestine, with the hope that all the people, who suffer constant violence by the power, can join together to fight to conquer the respect of the human rights and the freedom.
I greet and I hug all the Palestinians who welcomed me like a child, and my ISMers comrades, which will always stay in my heart: I'll return soon, not because you need me, who I'm one of many, but rather because I need you. You taught me freedom and now I can't live without it.
I don't know if I'll be able to continue to write on this blog, giving you news about Suoth America, so now I say goodbye to you and I thank you for have read me.
A very big and resistant hug from somewhere around the world.

giovedì 19 aprile 2012

VIVA L'INFORMAZIONE


QUALCOSA NON MI TORNA

C'è qualcosa che vorrei scrivere riguardo le attenzioni che la stampa internazionale ha riservato agli ultimi avvenimenti accaduti qui in West Bank.
La notizia del nostro compagno danese colpito in faccia con un fucile M-16 e la conseguente sospensione dell'ufficiale israeliano, è stata diffusa e condivisa da decine e decine di siti internet di informazione, riportata da moltissimi quotidiani nazionali ed internazionali, e mostrata da diverse televisioni anche europee.
In Italia, ad esempio, su diversi siti internet di informazione, è stato dato molto risalto ai due italiani (arrivati a Tel Aviv con la Flytilla) detenuti per 12 ore nelle carceri israeliane, o al signore italiano (sempre della Flytilla) che invece è riuscito ad entrare in Palestina.
Finalmente si parla di ciò che succede da queste parti, in modo che tutti riescano a farsi un'idea di come Israele non sia in realtà una democrazia, ma piuttosto un paese governato da fanatici razzisti che con il terrore cercano da anni di portare avanti una pulizia etnica inaccettabile in qualsiasi epoca storica, tanto più oggi, nel ventunesimo secolo.
Ma la mia paura è che se ne parli tanto adesso solo perchè sono coinvolti gli internazionali. E quando per anni, le stesse ingiustizie sono state subite quotidianamente dai palestinesi, perchè nessun giornale si è scomodato? Perchè nessun ufficiale è stato sospeso? Non siamo tutti esseri umani? Gli europei sono più importanti dei palestinesi?
Che schifo!


THERE IS SOMETHIG WRONG

There's something I want to tell about the attention that the international press has given to recent events happened here in the West Bank.
The news of our Danish mate hit in the face with an M-16 rifle and the resulting suspension of the Israeli officer, was distributed and shared by dozens and dozens of information websites, reported by many national and international newspapers, and shown by several European television stations also.
In Italy, for example, on various websites, it has been given much prominence to the two Italians (who arrived in Tel Aviv with the Flytilla) imprisoned in Israeli jails for 12 hours, or to the Italian gentleman (always with the Flytilla), which has been able to enter in Palestine.
At last we talk about what happens around here, so that all people can get an idea of how Israel is not really a democracy, but rather a country ruled by fanatical racists who try by terror to realize an ethnic cleansing unacceptable in any historical period, especially in the twenty-first century.
But my fear is that we speak now about Palestine only because internationals are involved. And when every day, for years, Palestinians were suffering the same injustices, why no newspaper reported the news? Why no officer has been suspended? Don't we are all human beings? Are the Europeans more important than the Palestinians?
That's disgusting!

domenica 15 aprile 2012

BICICLETTATA


AIUTATECI


Questo è quello che succede quando palestinesi e internazionali vogliono fare una gita in bicicletta.


Video
Video 1







Perchè tutto questo? Solo perchè stavano circolando in strade riservate agli israeliani!
Se per voi il comportamento dell'esercito israeliano è normale e giustificato, continuate tranquillamente a fare le vostre vite ma smettete di leggermi, che non serve a niente. Se invece vi indignate, per favore fate conoscere questo schifo al mondo intero intasando di telefonate, mail, messaggi o cosa volete voi le redazioni dei giornali , delle TV delle ambasciate, postate il video e le foto sui vostri blog (se ne avete), fatele vedere agli amici, inventatevi qualcosa ma iniziate anche voi ad alzare la voce, altrimenti le botte che noi prendiamo qua sono inutili. Vi prego iniziate a fare qualcosa di concreto, tutti insieme riusciremo a farci sentire!


HELP



This is what happens when Palestinians and internationals want to do a bike ride.


Video

Video 1


Why this violence? Only because they were circulating in roads only for Israelis!
If you believe that the Israeli army behavior is normal and justified, you can continue to make your lives quietly but stop to read my blog, because it's useless. If instead you're angry, please spread this shit to the whole world by phone calls, emails, or what you want and send it to editors of newspapers, TV, embassies, post the videos and the photos on your blog (if you have one), show it to your friends, invent something but you also start to raise your voice, otherwise we get a beating here needlessly. Please start to do something concrete, all together we'll be able to be felt!

venerdì 13 aprile 2012

DONATE

Marco, che ha rifiutato la deportazione forzata, ha bisogno di un avvocato che costa circa 3000 euro:
Donate
Di seguito il link all'articolo completo. (in italiano)
Italy Palsolidarity
Aiutateci se credete in quello che facciamo, grazie.


Marco, who refused the forced deportation, needs a lawyer costing about 3000 euro:
Donate
Here is the link to the full article. (in English)
Palsolidarity
Please help us if you believe in what we do.